List Artist Genre: rock

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Artist: 24924 | Followers: 0

Top artist rock
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Foto profilo OneRepublic

OneRepublic

OneRepublic Much Love Thailand. We will see you again. 
#1RBangkok #1RThailand @eddiefisher1r @ryantedder
Much Love Thailand. We will see you again. #1RBangkok #1RThailand @eddiefisher1r @ryantedder
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Jimi Hendrix

Jimi Hendrix #Peace #Love #RockNRoll

#WeAreAllExperienced
#JimiHendrix #PurpleHaze
#Peace #Love #RockNRoll #WeAreAllExperienced #JimiHendrix #PurpleHaze
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Maroon 5

Maroon 5 Her name is...
Her name is...
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Depeche Mode

Depeche Mode What is your favorite Remix?

In 1981 I started to work as a DJ so I bought every singles that came out, then every song and every album. It was a gift for me, and my personal DM collection (Mix, LP, CD and video) are precious to me. Of every single I also bought several copies just because so I had different versions of them  to use during my DJ set session. The remixes that I prefer are "Enjoy the Silence - Hands and Feet Mix," "Personal Jesus - Holier Than Thou Approach Mix," and "Behind The Wheel remixed by Shep Pettibone". 

I've had a great time sharing with you my connection to the best band,  see you at the next tour!

Posted by:
Fabietto Cataneo
What is your favorite Remix? In 1981 I started to work as a DJ so I bought every singles that came out, then every song and every album. It was a gift for me, and my personal DM collection (Mix, LP, CD and video) are precious to me. Of every single I also bought several copies just because so I had different versions of them to use during my DJ set session. The remixes that I prefer are "Enjoy the Silence - Hands and Feet Mix," "Personal Jesus - Holier Than Thou Approach Mix," and "Behind The Wheel remixed by Shep Pettibone". I've had a great time sharing with you my connection to the best band, see you at the next tour! Posted by: Fabietto Cataneo
Foto profilo Bob Marley

Bob Marley

Bob Marley "This could be the first trumpet, might as well be the last...." #NaturalMystic
"This could be the first trumpet, might as well be the last...." #NaturalMystic
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Maroon 5

Maroon 5 WHAT LOVERS DO- MORE TO SEE HEAR SOON
WHAT LOVERS DO- MORE TO SEE HEAR SOON
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Depeche Mode

Depeche Mode I saw them again during "Music for the Masses tour" at "Palatrussardi" in Milan in 1987. For me this was the best tour that I ever seen from DM. I saw them again in Nice at "Nikaia Palais" in 2013 with "Delta Machine Tour," and most recently this year at "Nice Stadium" with the "Global Spirits Tour.” After 37 years the band is always sensational during their live set, and I hope too see them again and again.

What is your favorite live show that you ever seen and do you prefer indoor concerts or outdoor stadiums?

Posted by:
Fabietto Cataneo
I saw them again during "Music for the Masses tour" at "Palatrussardi" in Milan in 1987. For me this was the best tour that I ever seen from DM. I saw them again in Nice at "Nikaia Palais" in 2013 with "Delta Machine Tour," and most recently this year at "Nice Stadium" with the "Global Spirits Tour.” After 37 years the band is always sensational during their live set, and I hope too see them again and again. What is your favorite live show that you ever seen and do you prefer indoor concerts or outdoor stadiums? Posted by: Fabietto Cataneo
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Madonna

Madonna "OMG! I'm dying to know which TOP notch DIVA celebrity he's talking about! 😂😂😂🎉🎉🎉 The Fat Jewish SHANA TOVA! MDNA SKIN Dr Paul Jarrod Frank #tarinskillets Barneys New York Edyta, Esthetician #mdnaskin #givegoodface #youwantthis #barneysny" -Madonna
"OMG! I'm dying to know which TOP notch DIVA celebrity he's talking about! 😂😂😂🎉🎉🎉 The Fat Jewish SHANA TOVA! MDNA SKIN Dr Paul Jarrod Frank #tarinskillets Barneys New York Edyta, Esthetician #mdnaskin #givegoodface #youwantthis #barneysny" -Madonna
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Nirvana

Nirvana 24 years of In Utero
24 years of In Utero
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Vasco Rossi

Vasco Rossi L'ora di Storia ...1988..!!

"E di colpo mi ritrovo da solo. Con loro che pensano di essere dei fenomeni. A me tutta la faccenda aveva creato un grosso problema, perché oltre a dover fare un disco da solo, ho dovuto mettere su un nuovo gruppo. È stato un momento molto difficile, psicologicamente ed emotivamente.
Ma dovevo riprendere in mano la mia vita, umanamente e artisticamente, ristabilire i rapporti di forza e gli equilibri che erano completamente saltati, o forse non erano mai stati chiari, e comunque sembrava che, dopo il successo, avessero perso la testa un po’ tutti.”

All’epoca, Vasco era già Vasco, ma non il Vasco di oggi, chiaramente. Probabile che qualcuno del suo entourage, un po’ per la troppa frequentazione, un po’ anche per una certa ambiguità nei rapporti, non chiari sin da subito, abbia pensato di essere protagonista di una storia che, in realtà, portava un preciso nome e cognome: Vasco Rossi. Così, nonostante l’amicizia, nonostante la tanta strada fatta insieme, ecco che di colpo Vasco si ritrova solo, senza più i suoi compari della combriccola al fianco. Col tempo, ancora oggi, in molti racconteranno questa storia alla propria maniera, finendo per ingigantire i propri ruoli di comparse o comprimari. Succede sempre così, quando ci si a ida alla memoria. Nei fatti, Vasco resta solo, e va avanti deciso a continuare la sua storia.

Come? Ricominciando a costruirsi un team, perché ormai anche quella è diventata una macchina complessa. Non certo senza doversi leccare le ferite.
“Fu la perdita dell’innocenza e la nascita di una nuova consapevolezza. La sfida era salire sul palco senza Riva e Solieri e dimostrare a Guido che avrei potuto fare i dischi anche senza di lui. “

 L’8 aprile del 1989 esce nei negozi di dischi Liberi liberi, decima prova di studio. Si tratta letteralmente di un album di passaggio, tra il vecchio e il nuovo Vasco, ma anche tra gli anni Ottanta, quelli del glamour, del disimpegno, dell’edonismo, e gli anni Novanta, quelli delle grandi rivoluzioni, dei cambiamenti, dell’impegno. Liberi liberi è il disco dei grandi cambiamenti. Vasco ora è solo. Ed è un uomo maturo. Il rocker ribelle e sfrontato di Vita spericolata e Siamo solo noi è morto. Ha perso l’innocenza, potrebbe dire qualcuno, ma in realtà è proprio morto, sepolto, e poi risuscitato. E dopo la risurrezione la sua illusione è diven- tata disillusione.
Liberi liberi mette la parola fine a un decennio che ha visto Vasco Rossi diventare la rockstar italiana più amata e odiata dal pub- blico italiano, seguita e al tempo stesso temuta dai media e dalle istituzioni; uno capace di vendere milioni e milioni di album, di riempire stadi e palasport.
Il suo stile, dagli esordi a Liberi liberi, è cambiato, come è cam- biato lo stesso Vasco e sono cambiati i tempi. Non esiste più il muro di Berlino, e fra un po’ non esisterà più neanche la Democrazia Cristiana. Da verboso cantautore votato all’ironia, il nostro è diventato un rocker disilluso, votato a un certo minimalismo, non certo senza essere passato per la fase della glamourness, della vita spericolata, degli eccessi cantati e gridati.
Questo album chiude un periodo e ne apre un altro. Gli anni Novanta saranno all’insegna del rock, del rigore professionale e delle folle oceaniche. Liberi liberi si piazzerà direttamente in testa alle classifiche di vendita, dove rimarrà per quasi un intero anno.
Sotto lo stesso segno sotto cui era nato Liberi liberi, nasce il nuovo Supergruppo.

"A partire dai due professionisti più bravi e seri, Daniele Tedeschi e Andrea Innesto, che erano rimasti con me e non si erano fatti sedurre dai sogni di gloria di Riva e Solieri e soprattutto dalle promesse di Elmi. Erano rimasti con me, e su di loro ho costruito il nuovo gruppo."
“A quel punto dovevo trovare un chitarrista che non facesse rimpiangere Solieri e un bassista che potesse sostenere il peso di co- minciare il basso di Siamo solo noi senza far pensare al “Gallo”. Dopo varie audizioni, arriva Andrea Braido, che a quel tempo suonava nei bar e che fu una vera rivelazione. Uno straordinario chitarrista con una tecnica e un talento mai visti in Italia. Così è su di loro che ricomincio a fare il gruppo, con l’aiuto di un inglese che si chiamava Paul Jeffrey, che era il braccio di Enrico Rovelli, mio promoter di allora. Arriva Braido. Inizia a suonare e io rimango allibito. Anche qui, un piccolo aneddoto. Braido comincia uno svisamento in una canzone, fa un assolo velocissimo. Io lo fermo e gli dico: «Bello, ma tu devi fare gli assoli come nei dischi, quelli di Solieri». E lui dice: «Ah sì?». E dice: «Fammeli sentire». Metto su il disco e si scrive tutte le note, e poi lo fa esattamente uguale. Bene, prendiamo Braido. Poi ci voleva un bassista che potesse sostituire il “Gallo”. Sai, un bassista in Italia, che davanti al mio pubblico fa Siamo solo noi, non era facile da trovare. Avevamo pensato a tanti. Perché nel mentre avevo messo su una nuova squadra, c’era rimasto Lolli ed ero andato a prendere a Zocca Fini. Lui nei primi anni Ottanta aveva fatto il tecnico delle luci, ma poi aveva lavorato con altri ed era tornato a Zocca. Il reclutamento del nuovo bassista nasce così. Con Jeffrey andiamo a Londra per incontrare Paul Martinez, che aveva suonato con lui per Patty Pravo. Questo qui, alto e magro, un Keith Richards, che teneva il basso nel modo giusto. Mettiamo su la band. Stavamo organizzando concerti che ci avrebbero portati anche a San Siro, per dire. “

(continua)

Dal Libro Ufficiale: VASCO - DA ROCKER A ROCKSTAR
L'ora di Storia ...1988..!! "E di colpo mi ritrovo da solo. Con loro che pensano di essere dei fenomeni. A me tutta la faccenda aveva creato un grosso problema, perché oltre a dover fare un disco da solo, ho dovuto mettere su un nuovo gruppo. È stato un momento molto difficile, psicologicamente ed emotivamente. Ma dovevo riprendere in mano la mia vita, umanamente e artisticamente, ristabilire i rapporti di forza e gli equilibri che erano completamente saltati, o forse non erano mai stati chiari, e comunque sembrava che, dopo il successo, avessero perso la testa un po’ tutti.” All’epoca, Vasco era già Vasco, ma non il Vasco di oggi, chiaramente. Probabile che qualcuno del suo entourage, un po’ per la troppa frequentazione, un po’ anche per una certa ambiguità nei rapporti, non chiari sin da subito, abbia pensato di essere protagonista di una storia che, in realtà, portava un preciso nome e cognome: Vasco Rossi. Così, nonostante l’amicizia, nonostante la tanta strada fatta insieme, ecco che di colpo Vasco si ritrova solo, senza più i suoi compari della combriccola al fianco. Col tempo, ancora oggi, in molti racconteranno questa storia alla propria maniera, finendo per ingigantire i propri ruoli di comparse o comprimari. Succede sempre così, quando ci si a ida alla memoria. Nei fatti, Vasco resta solo, e va avanti deciso a continuare la sua storia. Come? Ricominciando a costruirsi un team, perché ormai anche quella è diventata una macchina complessa. Non certo senza doversi leccare le ferite. “Fu la perdita dell’innocenza e la nascita di una nuova consapevolezza. La sfida era salire sul palco senza Riva e Solieri e dimostrare a Guido che avrei potuto fare i dischi anche senza di lui. “ L’8 aprile del 1989 esce nei negozi di dischi Liberi liberi, decima prova di studio. Si tratta letteralmente di un album di passaggio, tra il vecchio e il nuovo Vasco, ma anche tra gli anni Ottanta, quelli del glamour, del disimpegno, dell’edonismo, e gli anni Novanta, quelli delle grandi rivoluzioni, dei cambiamenti, dell’impegno. Liberi liberi è il disco dei grandi cambiamenti. Vasco ora è solo. Ed è un uomo maturo. Il rocker ribelle e sfrontato di Vita spericolata e Siamo solo noi è morto. Ha perso l’innocenza, potrebbe dire qualcuno, ma in realtà è proprio morto, sepolto, e poi risuscitato. E dopo la risurrezione la sua illusione è diven- tata disillusione. Liberi liberi mette la parola fine a un decennio che ha visto Vasco Rossi diventare la rockstar italiana più amata e odiata dal pub- blico italiano, seguita e al tempo stesso temuta dai media e dalle istituzioni; uno capace di vendere milioni e milioni di album, di riempire stadi e palasport. Il suo stile, dagli esordi a Liberi liberi, è cambiato, come è cam- biato lo stesso Vasco e sono cambiati i tempi. Non esiste più il muro di Berlino, e fra un po’ non esisterà più neanche la Democrazia Cristiana. Da verboso cantautore votato all’ironia, il nostro è diventato un rocker disilluso, votato a un certo minimalismo, non certo senza essere passato per la fase della glamourness, della vita spericolata, degli eccessi cantati e gridati. Questo album chiude un periodo e ne apre un altro. Gli anni Novanta saranno all’insegna del rock, del rigore professionale e delle folle oceaniche. Liberi liberi si piazzerà direttamente in testa alle classifiche di vendita, dove rimarrà per quasi un intero anno. Sotto lo stesso segno sotto cui era nato Liberi liberi, nasce il nuovo Supergruppo. "A partire dai due professionisti più bravi e seri, Daniele Tedeschi e Andrea Innesto, che erano rimasti con me e non si erano fatti sedurre dai sogni di gloria di Riva e Solieri e soprattutto dalle promesse di Elmi. Erano rimasti con me, e su di loro ho costruito il nuovo gruppo." “A quel punto dovevo trovare un chitarrista che non facesse rimpiangere Solieri e un bassista che potesse sostenere il peso di co- minciare il basso di Siamo solo noi senza far pensare al “Gallo”. Dopo varie audizioni, arriva Andrea Braido, che a quel tempo suonava nei bar e che fu una vera rivelazione. Uno straordinario chitarrista con una tecnica e un talento mai visti in Italia. Così è su di loro che ricomincio a fare il gruppo, con l’aiuto di un inglese che si chiamava Paul Jeffrey, che era il braccio di Enrico Rovelli, mio promoter di allora. Arriva Braido. Inizia a suonare e io rimango allibito. Anche qui, un piccolo aneddoto. Braido comincia uno svisamento in una canzone, fa un assolo velocissimo. Io lo fermo e gli dico: «Bello, ma tu devi fare gli assoli come nei dischi, quelli di Solieri». E lui dice: «Ah sì?». E dice: «Fammeli sentire». Metto su il disco e si scrive tutte le note, e poi lo fa esattamente uguale. Bene, prendiamo Braido. Poi ci voleva un bassista che potesse sostituire il “Gallo”. Sai, un bassista in Italia, che davanti al mio pubblico fa Siamo solo noi, non era facile da trovare. Avevamo pensato a tanti. Perché nel mentre avevo messo su una nuova squadra, c’era rimasto Lolli ed ero andato a prendere a Zocca Fini. Lui nei primi anni Ottanta aveva fatto il tecnico delle luci, ma poi aveva lavorato con altri ed era tornato a Zocca. Il reclutamento del nuovo bassista nasce così. Con Jeffrey andiamo a Londra per incontrare Paul Martinez, che aveva suonato con lui per Patty Pravo. Questo qui, alto e magro, un Keith Richards, che teneva il basso nel modo giusto. Mettiamo su la band. Stavamo organizzando concerti che ci avrebbero portati anche a San Siro, per dire. “ (continua) Dal Libro Ufficiale: VASCO - DA ROCKER A ROCKSTAR
Foto profilo OneRepublic

OneRepublic

OneRepublic Throwing all the way back to the first show on the Honda Civic Tour. Thank you Kansas City.
Throwing all the way back to the first show on the Honda Civic Tour. Thank you Kansas City.
Foto profilo Bob Marley

Bob Marley

Bob Marley Keep your mind sharp, but your body smooth... Marley Natural #marleynatural

 — Products shown: Marley Natural Hemp Seed Hand Cream.
Keep your mind sharp, but your body smooth... Marley Natural #marleynatural — Products shown: Marley Natural Hemp Seed Hand Cream.
Foto profilo John Lennon

John Lennon

John Lennon IMAGINE - OUT TODAY -> bit.ly/imaginebookamazon
John Lennon, Yoko Ono Lennon, Amnesty International illustrated by Jean Jullien
IMAGINE - OUT TODAY -> bit.ly/imaginebookamazon John Lennon, Yoko Ono Lennon, Amnesty International illustrated by Jean Jullien
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P!nk

P!nk 3 weeks and 1 day #beautifultrauma
3 weeks and 1 day #beautifultrauma
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David Bowie

David Bowie NEW "HEROES" REMIXES AT NME AND BEAT

“We can be Heroes, for ever and ever, What d'you say?”

In addition to tomorrow’s "Heroes" 7" picture disc release, Friday 22nd also sees the digital release of two new mixes of the song by Klax and Filburt especially commissioned for the 40th anniversary of the original single release.

These new 40th anniversary mixes see Berlin’s Filburt and Brighton trio KLAX take the track into uncharted territory...
 
KLAX: “Bowie has been in our collective consciousness since birth and has undoubtedly been a huge influence on our musical development. The Berlin Trilogy is our favourite of Bowie's many ‘eras', and the track 'Heroes' sticks out as one of the greatest songs of this period. To be given the opportunity to add our own touch to such an iconic track was both daunting and astonishing. We wanted to maintain the emotion of the original track while placing it firmly in the 'here and now', staying true to Bowie's forward thinking and boundary-pushing legacy. It was easily the highest pressure remix we've ever done but we are really happy with the results and hope others feel that too.”

Filburt: “It was a very great honour to work with the original material. When I first heard the single stems, I got goose bumps. For me, David Bowie has always been an exceptional talent, and the song reflects the urge for freedom and change. When working on the remix, it was important to transport the feeling of the original to the modern age, but also to generate a classic disco feeling in the groove.”

Listen to the tracks at NME (http://smarturl.it/FilbertAtNME) and BEAT (http://smarturl.it/KLAXatBEAT) now.

#ANCIANTbox  #ANewCareerInANewTownBox  #DBHERO40  #BowieHeroes  #BowieVinyl
NEW "HEROES" REMIXES AT NME AND BEAT “We can be Heroes, for ever and ever, What d'you say?” In addition to tomorrow’s "Heroes" 7" picture disc release, Friday 22nd also sees the digital release of two new mixes of the song by Klax and Filburt especially commissioned for the 40th anniversary of the original single release. These new 40th anniversary mixes see Berlin’s Filburt and Brighton trio KLAX take the track into uncharted territory... KLAX: “Bowie has been in our collective consciousness since birth and has undoubtedly been a huge influence on our musical development. The Berlin Trilogy is our favourite of Bowie's many ‘eras', and the track 'Heroes' sticks out as one of the greatest songs of this period. To be given the opportunity to add our own touch to such an iconic track was both daunting and astonishing. We wanted to maintain the emotion of the original track while placing it firmly in the 'here and now', staying true to Bowie's forward thinking and boundary-pushing legacy. It was easily the highest pressure remix we've ever done but we are really happy with the results and hope others feel that too.” Filburt: “It was a very great honour to work with the original material. When I first heard the single stems, I got goose bumps. For me, David Bowie has always been an exceptional talent, and the song reflects the urge for freedom and change. When working on the remix, it was important to transport the feeling of the original to the modern age, but also to generate a classic disco feeling in the groove.” Listen to the tracks at NME (http://smarturl.it/FilbertAtNME) and BEAT (http://smarturl.it/KLAXatBEAT) now. #ANCIANTbox #ANewCareerInANewTownBox #DBHERO40 #BowieHeroes #BowieVinyl
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Green Day

Green Day Tomorrow night Billie's stopping by The Tonight Show Starring Jimmy Fallon! Tune in to see what he's performing at 11:35/10:35c on NBC.
Tomorrow night Billie's stopping by The Tonight Show Starring Jimmy Fallon! Tune in to see what he's performing at 11:35/10:35c on NBC.
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Michael Jackson

Michael Jackson #TBT A #BTS shot of Michael Jackson, Wesley Snipes, and Martin Scorsese on the set of the “Bad” Short Film, 1986
#TBT A #BTS shot of Michael Jackson, Wesley Snipes, and Martin Scorsese on the set of the “Bad” Short Film, 1986
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Depeche Mode

Depeche Mode What was your first experience meeting the band like?

My first concert it was in Nice in 1985. In 1986 I saw them in Frejus in France with the "Black Celebration Tour," I still remember the intro with Christmas Island, and when the black cloth covering the stage was dropped and the fans screams during "Black celebration.” The next day on August 5, I met them in Italy in Pietra Ligure (Savona). A friend of mine called me if I wanted a pass for the backstage and I had the privilege to meet the band and I took some pictures with them. For me it was one of the best days of my life.

Posted by:
Fabietto Cataneo
What was your first experience meeting the band like? My first concert it was in Nice in 1985. In 1986 I saw them in Frejus in France with the "Black Celebration Tour," I still remember the intro with Christmas Island, and when the black cloth covering the stage was dropped and the fans screams during "Black celebration.” The next day on August 5, I met them in Italy in Pietra Ligure (Savona). A friend of mine called me if I wanted a pass for the backstage and I had the privilege to meet the band and I took some pictures with them. For me it was one of the best days of my life. Posted by: Fabietto Cataneo
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Pearl Jam

Pearl Jam #TBT #PearlJam
#TBT #PearlJam
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Oasis

Oasis #Throwback to 1995 where Liam & Bonehead discussed Oasis' early gig circuits/live shows and how life had changed upon finding success and fame.
#Throwback to 1995 where Liam & Bonehead discussed Oasis' early gig circuits/live shows and how life had changed upon finding success and fame.
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Queen

Queen "If Queen did it, it's OK..."

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Red Hot Chili Peppers

Red Hot Chili Peppers Chad Smith warming up

instagram.com/chilipeppers
Chad Smith warming up instagram.com/chilipeppers